lunedì 22 settembre 2014

Rifare il letto - un consiglio per i genitori

Tutti odiano farlo.
Noi adolescenti lo odiamo. E anche voi genitori.
Non si salva nessuno.

Non c'è un motivo preciso per cui non piaccia farlo, visto che si tratta solo di una manciata di minuti. Ma comunque sia, nessuno ha voglia di rifarsi il letto, se non è in buona compagnia.
I discorsi tipo:

"Su, rifai il letto."
"Ma non ho voglia, sono stanco. Guarda che noi giovani andiamo a scuola, ci sfondiamo di sport ed uscite.. dai, fallo te."
"Eh, cosa c'entra? Noi lavoriamo, siamo più stanchi noi adulti!"
"Ma noi studiamo!!"
"E NOI LAVORIAMO!"
"E NOI STUDIAMO!!" non vogliono dire assolutamente niente. Proprio GNENTE. Gli adolescenti vanno a scuola, certo. Gli adulti lavorano, per fortuna. Ma che c'entra con il letto? Se proprio sei stanco, sottolinea questo, non che lavori.

Quindi smettila. Non glielo dire più che si deve rifare il letto. Tuo figlio lo sa già. Ma non gliene importa niente.
Caro genitore, è tempo di rivelarti un utile consiglio per far in modo che anche il tuo figlio adolescente inizi a rifarsi il letto da sé.
L'ho testato personalmente, e ahimé funziona.
Eccolo qui:

martedì 22 luglio 2014

Far cambiare idea ad un adolescente



Vostro figlio o vostra figlia stanno facendo o faranno a breve qualcosa di sbagliato, molto probabilmente. E s'intende "qualcosa di sbagliato" secondo vostro punto di vista. (È in blu, così tutte le volte che c'è la parola 'sbagliato' rileggere la frase appena detta. O tantomeno, la ricorderete.)

Cosa fanno molti di voi per far cambiare idea al proprio figlio?
Creano divieti.

Non andare in palestra, non uscire con i tuoi amici, non andare in bicicletta, non andare al parco, non usare il motorino, non stare al computer, non fare questo, non fare quell'altro.. I casi sono due:

1) Arrivate ad avere il vostro figlio adolescente 24h su 24 chiuso in casa a guardare l'albero nel giardino o, se non ha un giardino, a guardare le nuvole, il cane o il muro.


giovedì 10 luglio 2014

La preoccupazione che scatena in voi fantasticherie


Ho ritrovato questo piccolo commento di Bubà-versione-incazzosa di qualche mese fa.


La diceria che crescendo si perde la fantasia di fanciulli, credo che sia una cazzata. Non si perde.. si trasforma. Guidati da un'angosciante preoccupazione, annoiati o arrabbiati per chissà cosa vi perdete in assurde fantasticherie, ed ora è come se gli asini volassero e le mucche parlassero. 
Eppure voi siete coerenti ed equilibrati, calmi.. "nel giusto".
Ma ci prendete per il culo? (Sì, è una domanda retorica.)







domenica 6 luglio 2014

Libertà adolescenziale e contraddizioni genitoriali

"La tua libertà finisce quando inizia la mia e viceversa. Tu hai il diritto di avere tutti i desideri che ti pare, ma è anche vero che io ho il diritto di esprimere la mia opinione."


Certo, io ho il diritto di desiderare ciò che voglio e tu hai il diritto di avere ed esprimere la tua opinione. Chiaro.
Ma allora perché, nonostante le nobili frasi tipo "La mia libertà finisce quando inizia la tua" che spesso le  maestre e voi genitori ci spiattellate, per noi non vale? Con quell'affermazione sembra che mettiate nello stesso piano la vostra libertà di genitori e la nostra libertà di adolescenti. Se in realtà non è così allora siate più chiari, diamine. Mica siamo tanto diversi da voi: a nessuno piace sentirsi dire cazzate, adulti o adolescenti che siano.

Come dice un mio amico, parlare di questo è quasi legalmente errato: essendo minorenni senza un adulto non possiamo neanche usare le forbici a meno che non siano con la punta arrotondata, altro che libertà.

lunedì 2 giugno 2014

Doveri e Felicità

"Voi dovete sempre avere in testa che questo per voi è il periodo in cui dovete faticare e faticare, per poi forse assaporare un giorno da adulti la felicità. Dovete sudarvela, e questo non è certo il periodo in cui bisogna divertirsi."

 Queste sono le parole del nostro preside. Tradotto:
Farsi il culo per la felicità futura oppure non farsi il culo e quindi non essere felici in avvenire?

Da quel che dice,si tratta di vivere un insoddisfacente, o meglio, un pesante, faticoso e stressante presente per poi assaporare in 'futuro' quella felicità che sgobbando dalla mattina alla sera ci saremo in teoria creati, realizzandoci. Ma.. quando arriva questo fantomatico futuro?
Se non mi prefiggo un punto di arrivo, se dico semplicemente "sgobbo per essere felice", quand'è che potrò assaporare questa sudata - e magari meritata - felicità?

sabato 17 maggio 2014

Tempo perso per amichetti fantasmi


"Ciao!"
"Ciao!"
"Che ci fai alla stazione?"
"Eeeh, mi hanno forzato ad andare a Firenze per vedere uno spettacolo di danza. Aunf..."


È in questo modo che mi risponde la coetanea incontrata alla stazione, mentre si volta a guardar con occhi arresi la madre, che chiacchera con amici.

Che errore, che orrore che vedo!
Ella è una ragazzina che sta un po' nelle sue. A sua madre preme molto il fatto che la figlia abbia tante amiche e sia ben integrata; per questo motivo la trascina a questo e a quell'altro ritrovo per ragazzi. La mamma crede di farle un favore, la figlia perde l'ennesima giornata a guardare uno spettacolo che non le interessa con gente che magari non le sta nemmeno simpatica. Wow, che bell'aiuto. Dopo oggi, chissà quanti amiconi ed amicone si sarà fatta. Come se in un teatro si possa chiacchierare senza esser ripresi da qualche spettatore interessato, qualche sorvegliante o addirittura il proprio genitore! Con quest'ultima opzione entriamo già nel paradossale.

giovedì 15 maggio 2014

"Quello che voglio io"

"Vuoi venire a concimare il campo della nonna con me?"
"No babbo, non ho voglia."
"Eh, ma avevi detto che se lo chiedevo 'per favore' ci venivi!"
"Ma non me l'hai chiesto per favore. Ed io non ti avevo promesso niente del genere."
"Allora, PER PIACERE, ci vieni?"
"No, ti ho detto che non ho voglia."
"Eh, ma allora vedi che non fai mai quello che voglio io?"
Mi  sembra ovvio: dobbiamo fare ciò che dici tu, punto. Alla fine l'amichevole richiesta si trasforma in un 'o ci vieni, o ci vieni'.
Come se fossimo cani, che se gli fischi e non ti vengono incontro ti alzi, li prendi in braccio e li metti dove vuoi tu.