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venerdì 1 febbraio 2019

Università e pensieri vari

Scrivo un post anziché fare un video, perché il mio aspetto non è dei migliori (e penso che sarà così ancora per un altro po').



È un periodo così così. Vorrei fare un sacco di cose ma non mi so decidere, e non è che abbia tanto tempo ed energie.
Mi sono appassionata all'arte dell'intaglio del linoleum! Tra un mese potrei sfornare qualcosina, se ne sarò capace.
Poi, dopo aver finito Veni Vidi Victor mi è ripresa la voglia di leggere, ma l'unico libro potenzialmente interessante che ho trovato in casa è "Storia di due amanti", un libriccino piccino picciò.

Non avere subito gli strumenti necessari per fare ciò che desidero mi rende irrequieta. Ma so aspettare (credo).

venerdì 14 dicembre 2018

Lamenti di una novellina universitaria

Wé, sò Bubà.

Sono un po' disperata per l'università. Faccio infermieristica, una triennale.
Però la faccio a Pistoia (ovvero 1 ora e quaranta di treno, come minimo).

Visto che sono stanca, faccio finta che la mia università sia la più difficile del mondo e intanto ti faccio vedere il piano di studi del primo anno. Così magari mi dici che "ti sono nel cuore".
(Dai, dillo).

mercoledì 18 luglio 2018

HO FINITO IL LICEO!




Ho frequentato il Liceo delle scienze applicate e finalmente, dopo due ultimi anni faticosi e strazianti, è arrivata la maturità.
Ci sono un sacco di cose che non ho detto nel video, in particolare come funziona l'esame! Quindi beh, lo scrivo qui.

martedì 17 luglio 2018

Vacanza alle cinque terre



Questa è stata la prima vacanza che ho fatto col mio fidanzato Marco ( www.marcomalatesta.com ).

Siamo partiti 4 giorni dopo aver finito gli esami della maturità, quando ancora non sapevo i risultati.
Siamo partiti abbastanza tardi, verso le 9, e siamo arrivati all'appartamento di La Spezia verso le 12:30. Era minuscolo e umido, ma aveva la cucina ed era tutto per noi.

sabato 18 febbraio 2017

Cosa fare se il tuo compare non riesce a cambiare

come ottenere ciò che voglio
Anni fa mi è capitato di chiedere ad una persona di smettere di fare una cosa.
Questa mi diceva che sì, avrebbe cambiato il suo modo di fare.
Però poi se ne scordava.
Io mi lamentavo, e mi ripeteva lo stesso genere di promessa.
Mi fidavo, però poi questa cosa non la faceva mica.
Ed il ciclo si ripeteva all'infinito.

Non sono riuscita ad ottenere un suo cambiamento perché non facevo niente per aiutarlo a raggiungere quell'obiettivo. Semplicemente, aspettavo. E questo risultato non arrivava mai.

Per cui, non fare come me.
Dopo la seconda volta che chiedi al tuo interlocutore una certa cosa e continua ad essere recidivo, è arrivato il momento di cambiare tattica.

Se vuoi che una persona faccia una determinata cosa che va anche a tuo beneficio, devi darti da fare affiché raggiunga quel risultato.

Ecco qualche esempio:

martedì 20 dicembre 2016

Vinto gara

Ho vinto il torneo di Judo Malatesti 2016.
Fai anche tu judo. È divertente, è rigenerante. E ci si fa male poco.

lunedì 28 novembre 2016

Chiedere scusa non basta

Ieri (e tante altre volte) ho sbagliato.
Stavolta ho offeso un ragazzo buono.

E mi ha fatto venire in mente un concetto importante: scusarsi non basta.
E non è neanche "meglio di niente", perché sistemare tutto con uno "scusa" equivale a non far niente! (Da qui la classica frase "non me ne faccio niente delle tue scuse").

Quindi, se hai fatto un pasticcio, non chiedere scusa. O insomma, chiedilo se vuoi, ma non fermarti lì.

Fai qualcosa di concreto. 

giovedì 10 novembre 2016

Perché ti sei iscritta al liceo delle scienze applicate?

Quando in prima i professori e i compagni di classe mi chiedevano perché mi fossi iscritta a questa scuola, rispondevo "Perché è la meno peggio".

Ma la realtà è ancora più ridicola. Inizialmente mi volevo iscrivere ad un'altra scuola, molto più facile di quella che purtroppo ho scelto - si, probabilmente se tornassi indietro ne farei una più facile, visto che le strade per il futuro, intelligiente o ciuco, mi sembrano tutte abbastanza sbarrate... E non è che io sia proprio brava nelle materie di indirizzo.
E infatti mi ci ero iscritta, a questa scuola facile. Però poi ho cambiato idea, perché mi sono accorta che lì ci vanno quasi solo ragazze che hanno voglia di abbordare i ragazzi dell'Itis, che si trovano nello stesso complesso.
Quasi sicuramente questa è solo una mia fantasia, ma l'impressione che ho avuto quando ci sono andata è stata proprio questa.

lunedì 29 agosto 2016

Tradimenti

Perché mi tradisce?
Una coppia, se è previdente, fa degli accordi. Servono ad evitare sorprese. E cioè che lei lo lascia perché lui ha fatto X, e lui si lamenta perché non lo sapeva, che a fare X si viene lasciati.

Allora ad esempio lei lo avverte: se fumi in mia presenza ti lascio; se non sei romantico ti lascio; se non ci sei mai quando ho bisogno di parlare con te ti lacio; se mi butti l'acido in faccia (o paghi qualcuno per farlo) ti lascio; etc.

L'accordo più gettonato è quello che dice "se tu mi tradisci io ti lascio".
Per altre regole non so, ma per questa regola qua so che tante volte vengono fatte delle eccezioni. Lui è stato avvertito, tradisce, eppure non viene lasciato. Lei ci passa sopra (e lascia che lui continui a passarle sopra).
Perché lo ama troppo, e quindi lo perdona.
Io però dico...

domenica 1 maggio 2016

Figuracce

Un lettore mi ha fatto una richiesta un po' generica. Mi ha detto di fare un articolo sulle figuracce e su come reagire quando se ne fa una.
Ripeto: è una richiesta generica. Troppo generica. Mi pare che tanta gente sia più concentrata a difendere la propria immagine che su ciò che veramente accade. Ed ecco che vengono fuori richieste come "Dimmi come fare a reagire a una figuraccia".

Figuraccia di che tipo? Esistono eventi diversissimi fra loro, che nella testa di chi assiste creano considerazioni molto diverse fra loro. Faccio di seguito qualche esempio, mettendo fra parentesi la considerazione di chi assiste.

- inciampare davanti a tutti, che ti vedono stramazzata a terra, o ruttare senza volerlo ( = essere sfortunati)

- fare una gaffe ( = essere sfortunati)

- essere beccati a rubare ( = essere una persona viscida e schifosa nell'anima)

martedì 1 settembre 2015

Il parente consigliere frustrato

Con questo articolo voglio essere vicina ai molti ragazzi e ragazze che, apparentemente senza averne colpa (almeno in questa vita), si trovano a convivere con una piaga umiliante e debilitante… perché solo chi ne è colpito capisce quanto è pesante doverla sopportare, se non si ha una precisa strategia per farlo.
Questa piaga è il parente consigliere frustrato, di seguito PCF.

Il PCF è un parente adulto che si lamenta perché i suoi consigli non vengono seguiti dal figlio / nipote / fratello minore.
Il PCF si riconosce perché non comprende due fatti. Uno è facile, e stranamente non compreso dal ragazzo, e uno difficilissimo, non compreso dal PCF, e quindi di sicuro irrisolvibile.

martedì 23 giugno 2015

Empatia

Oggi voglio parlarti di empatia. Ma ti avverto che non ne parlerò bene.

Innanzitutto, ecco cosa significa "essere empatici": comprendere in modo immediato i sentimenti dell'altro e condividerli. Per cui, se tu sei empatico e vedi una persona triste, capisci immediatamente cosa prova e condividi la sua emozione, per cui diventi triste anche tu. Naturalmente questo vale per tutte le emozioni, sia positive che negative.

Qualche giorno fa un mio conoscente mi ha rivelato un suo problema. Io, come mio solito, gli ho detto cosa potrebbe fare per cambiare le cose in meglio. Lui però mi ha detto qualcosa simile a "Beh, comunque ho fatto male a dirtelo.. Cioè, io di solito non ti dico niente proprio perché non sei per niente empatica. Se ti dico un mio problema tu mi dai la soluzione invece che dire che ti dispiace".

Inizialmente mi ha fatto dubitare di come mi sono comportata fino ad ora..

venerdì 26 dicembre 2014

Perle scolastiche 2

Eccolo, il secondo articolo sulle perle scolastiche! (Se ti sei perso "Perle scolastiche 1", clicca qui.)


"Per non smentirsi mai".


10) Alunno1: "Oddio, noo, ora c'è il compito di fisica! Non mi ricordo niente! E guarda, c'è pochissima gente! Ma cavolo però!! Non c'è nemmeno Ciccio!"
Alunno2: "Va bhè, ti dispiace solo perché lui è bravo e fa copiare?"
Alunno1: "Eh, si, va bhè.. anche per quello, ma non è giusto, non c'è quasi nessuno! Io non lo voglio fare il compito!"
3 minuti dopo..

martedì 28 ottobre 2014

Perle scolastiche 1


Eeeeh, la scuola.
Da tanti sento dire che "la scuola non è più quella di una volta".
E secondo me questi 'tanti' hanno proprio ragione.
Siamo quasi tutti un po' capre, qui dentro - io compresa, eh.
La scuola affonda irrimediabilmente e va giù, giù, sempre più giù in quella densa, appiccicosa e contagiosa stupidità... Ma a volte non si ferma a questo. Non ce la fa. E sprofonda ancora più giù, arrivando all'assurdità. E diamine, quanto ci sguazza volentieri, nell'assurdità. Ci sguazziamo tutti, professori ed alunni.
In questi pochi mesi di scuola io ed un mio amico ci siamo appuntati un po' delle perle che sempre sforniamo con piacere. Inizio col trascriverle in questo primo post, per rendervi partecipi della nostra (delirante) realtà quotidiana.

1) Guardando un film sul razzismo..
I personaggi del film.. "Allora, come sta?"
"È paralizzato dalla vita in giù.."
Compagna di classe: "Ma ci può ancora giocare a football, giusto?"

sabato 5 aprile 2014

Nessuno è nato imparato


A volte è veramente snervante essere minorenni.
Tutti i grandi che ci ripetono "Macché snervante! Io, se tornassi alla tua età sarei spensierato, mica come adesso, con i mille pensieri del lavoratore e del genitore..."
È proprio questo il punto. Non ci lasciano la libertà di fare nulla, se non "essere spensierati". I ragazzi studiano, possono fare sport, suonare o dipingere e, se lo meritano, il fine settimana escono con gli amici. Stop. E, ohoh, quasi dimenticavo...pure per fare queste cose ci vuole il consenso dei genitori. Anche per suonare uno strumento. Se babbo o mamma credono che ciò sia una perdita di tempo, te lo strumento non lo suoni. Lo stesso, parlando di un'attività sportiva (per esempio il judo) che insegna il rispetto per se stessi e per gli altri. Se i signori dei piani alti dicono che quello non è uno sport adatto ad una femmina, ella non lo fa.
Il fatto è che non puoi decidere, devono decidere i tuoi genitori per te. E credo che sia una tremenda ingiustizia.
"È per proteggervi", dicono. "Tu ancora sei troppo piccola e non hai le capacità per decidere da sola", mi sento dire.